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Emilio Bertoncini

Emilio Bertoncini

In poche righe dovrei presentarmi. Per farlo dovrei conoscermi. E questo è un problema: mi scopro giorno dopo giorno nonostante abbia oltre quarant'anni sulle spalle.Potrei iniziare dicendo che sono un agronomo. In genere mi definisco “agronomo atipico” perché, non avendo ancora capito cosa significa il termine “agronomo”, finisco per fare cose che la maggior parte dei miei colleghi non fanno.Potrei anche dire che sono una guida ambientale. Solitamente mi definisco “guida ambientale a modo mio”. Già, perché la guida ambientale accompagna in natura e racconta la natura. Io, però, preferisco le emozioni alle nozioni. Così entro in capanne, grotte, eremi, metati e alberi cavi per cercare di trasmettere le emozioni che legano l'uomo e il territorio in cui vive.Da piccolo guardavo i documentari di Piero Angela e David Attenborough, poi li mescolavo con la realtà e i sogni. Parlavo con mio nonno di storie incredibili (quelle che lui raccontava a me) e correvo nei campi dietro casa a cercare piante ed animali.Crescendo non sono migliorato molto. Guardo ancora il mondo con la curiosità di un bambino. Provo stupore di fronte alle cose belle e mi arrabbio di fronte a quelle brutte. E non riesco a non parlare. Per logica conseguenza non riesco a non scrivere. Scrivo un po' di tutto.Qui scriverò soprattutto di una delle mie passioni: l'orto. Attenti, però, perché io l'orto “lo faccio strano”. Lo faccio in cassoni nel cortile di casa, in contenitori e terre impossibili nelle scuole e persino, quando capita, nei giardini pubblici. I miei orti vogliono raccontare qualcosa, vogliono condividere saperi, sensazioni, emozioni, profumi, sapori. L'Orto di Emilio vuole essere soprattutto questo. Mi prenderò, però, la libertà di condurvi altrove, almeno di tanto in tanto. Saranno brevi fughe per poi tornare tra gli ortaggi. Farò come facevo da bambino: scappavo tra i campi per poi tornare a casa...

 

emilio.bertoncini@mdseditore.it

Un orto civico nel cuore di Pietrasanta?

Lunedì, 18 Agosto 2014 07:36
Un orto civico nel cuore di Pietrasanta? - 5.0 out of 5 based on 1 review
Rimbalzo da una definizione all'altra e sono sempre più convinto che quello che sta crescendo nel Giardino della Lumaca di Pietrasanta (LU) possa essere considerato un orto civico. Per esserne sicuro ho cercato la definizione di "civico" sul dizionario.

L'Orto delle Meraviglie esiste

Domenica, 10 Agosto 2014 11:23
L'Orto delle Meraviglie esiste - 5.0 out of 5 based on 1 review
La prima volta che me ne hanno parlato è entrato direttamente nell'alone della leggenda. E' questo lo spazio degno di ospitare i racconti legati ad un orto di quasi duemila metri quadrati nel quale più classi di un istituto comprensivo scolastico si alternano al lavoro...

Due orti e un treno (forse due)

Lunedì, 17 Febbraio 2014 00:00
Due orti e un treno (forse due) - 5.0 out of 5 based on 3 reviews

Il treno corre veloce ed io, quasi fossi un bambino, me ne sto col naso premuto contro il vetro del finestrino. Di tanto in tanto vorrei saltare da un lato all'altro del vagone, ma c'è troppa gente e non si può. Muovo le pupille da una parte all'altra perchè i piccoli orti che crescono lungo la ferrovia tra Pisa e Firenze diventano ancor più piccoli e sfuggenti da uno dei pochi treni capaci di accorciare le distanze nella terra di Toscana.

La melanzana impertinente

Mercoledì, 20 Novembre 2013 09:33
La melanzana impertinente - 5.0 out of 5 based on 3 reviews

Esco di casa e lei se ne sta lì tranquilla, quasi a voler sovvertire l'ordine delle cose. E' una melanzana che a metà novembre si fa beffa del calendario e cresce. 

Solo qualche settimana fa era un fiore nato in un ottobre fin troppo caldo...

Un orto, un cancello e un colibrì (forse più) - 5.0 out of 5 based on 7 reviews

Immaginate un cancello. E' alto, scuro, di metallo ed ogni sera un anziano signore provvede a chiuderlo. E' il cancello di un luogo speciale, il Giardino della Lumaca, nel cuore della bella Pietrasanta. Un cancello che di notte impedisce a qualcuno di raggiungere un tesoro minacciato.

Quel tesoro è un orto. Un orto nato dal lavoro dei bambini di una scuola nel mese di maggio del 2013.