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Zampa che ti passa! Lunedì, 11 Agosto 2014 12:53

Cala di Forno a cavallo nel Parco della Maremma

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Cala di Forno a cavallo nel Parco della Maremma - 5.0 out of 5 based on 1 review

Alla Maremma ho già dedicato un articolo in questa rubrica, e non me ne vogliate se ora ci torno sopra, o meglio dentro, ripartendo proprio da Talamone.

Questa terra meravigliosa non smette mai di stupirti: anche se ci vieni cento volte, la centunesima ti accorgi di qualcosa che non avevi notato, scopri un angolo diverso, oppure ti gusti semplicemente il piacere di ritrovare un sapore che, guarda un po’, ti è mancato moltissimo e non vedevi l’ora di goderti di nuovo.

A me fanno questo effetto le colline rosse e brune, punteggiate d’argento – olivi secolari – inzuppate nell’azzurro d’un mare schietto, come la gente che vive qui.

La Maremma d’estate è presa d’assalto da migliaia di turisti, ma la sua meraviglia non sono solo spiagge più frequentate. Basta volgere lo sguardo per capire che vale la pena lasciare per qualche ora il lettino e l’asciugamano, per tuffarsi nei profumi e nei colori della macchia, intrufolarsi tra ulivi, querce e cedri per entrare in punta di piedi nel regno incontaminato della natura che, generosa come sempre, ti accoglie a braccia spalancate chiedendoti in cambio soltanto il dono dei sensi.

Occhi, naso, orecchie spalancate su scorci mozzafiato, passaggi veloci di animali selvatici, profumi acri e dolci insieme di piante aromatiche la cui geometria sembra plasmata dalla mano esperta di un giardiniere. Niente è lasciato al caso in natura: tutto e tutti hanno il loro posto, preciso, perfetto. Sei un’ospite, occorre ricordarselo e chiedere il permesso, e ringraziare per quanto ci viene offerto.

Per godersi tutto questo il modo migliore a mio avviso è concedersi un’escursione a cavallo. Solo così infatti ci si sente davvero parte integrante di questa natura, aspra e generosa: affidandoci ai piedi esperti di questi meravigliosi animali che qui sono nati e conoscono perfino i sassi del viottolo erto, quasi invisibile a tratti, che si snoda nel fitto della macchia. Non sbagliano un passo, non perdono un rumore, ti prestano le loro salde gambe, il loro fine udito, il loro naso infallibile. Basta ascoltarli.

Sono stata a cavallo in tanti posti, dalla Sardegna a Capo Verde, nella riserva dei Navajo (Utah), in Andalusia; in montagna, campagna e sul mare: ogni viaggio un’occasione unica per concedersi una passeggiata in sella, che ci regala sempre una prospettiva diversa.

E certo non poteva mancare nemmeno qui, a Talamone, l’opportunità di una gita a cavallo, facciamo pure due va’.

Con Renzo Nati, che gestisce le escursioni presso il Talamone Camping Village, siamo partiti verso le nove del mattino, quando il sole è ancora clemente con i cavalli che devono farsi un percorso piuttosto impegnativo per penetrare nel cuore del Parco Naturale della Maremma: direzione Cala di Forno. Ci aspettano quasi tre ore di sella.

Renzo prepara i suoi cavalli; io scelgo Felix, un bel baio arabo-maremmano che mi ispira particolare fiducia e simpatia, ben riposte come scopro fin dai primi passi, miglior compagno non mi poteva capitare. Si parte.

 

Cala di Forno è una suggestiva spiaggia racchiusa tra due promontori dei Monti dell'Uccellina, nel cuore del Parco Naturale della Maremma, a sud di Talamone. Ci tuffiamo nella macchia che a tratti sembra quasi inghiottirci tra le frasche e i profumi intensi di mirto, rosmarino e tamerici. Sono i cavalli a conoscere la via, a sapere dove mettere i piedi: al cavaliere tocca badare a schivare rami e rovi, che quelli non sono problemi di cui può farsi carico un quadrupede!

Attraversiamo boschi di ginepri e querce, intervallati dal manto argentato degli ulivi. Il silenzio del bosco ci regala qualche passaggio furtivo di daini che i cavalli accolgono come presenze amiche. L’ultimo tratto che ci separa dalla spiaggia è il più impegnativo, ma senza dubbio anche il più affascinante.

Le colline dell’Uccellina circondano la baia, come a volerla proteggere in un abbraccio: a perdita d’occhio, mille sfumature di verde. In alto, verso sud-ovest, la Torre di Cala di Forno si erge come un baluardo a ricordo di un passato di grande importanza storica: fu ricostruita per volere dei Medici nella seconda metà del Cinquecento, probabilmente su una struttura medievale preesistente.

Iniziamo la discesa verso la spiaggia, e ci sembra di nuotare immersi in quel verde dove soltanto i cavalli possono distinguere il sentiero, ripido e sassoso.

Cala di Forno è una delle spiagge più belle d’Italia, premiata con le 4 vele di Legambiente, adesso capiamo bene il perché.

Si tratta davvero di un posto incontaminato: nei mesi estivi i sentieri che conducono alla spiaggia vengono chiusi, proprio per evitare che, nel periodo di alta stagione, una presenza umana massiccia possa compromettere l'ecosistema di un'area protetta, caratterizzata da un elevato valore bio-naturalistico. C’è un solo casale che si affaccia sulla spiaggia, i cui ospiti hanno il privilegio di godersi la splendida baia, in compagnia soltanto dei daini che, rassicurati dalla pace che regna sovrana, pascolano nelle zone ombrose restrostanti la spiaggia.

Sistemiamo i cavalli proprio in quest’area, dove sono stati messi anche alcuni tavoli in legno per mangiare, e ci concediamo un meritatissimo bagno nell’acqua cristallina.

Che goduria! Renzo ci racconta che proprio su questa spiaggia “spettacolare” sono stati girati diversi film: Al lupo al lupo (con Carlo Verdone e Francesca Neri), Amore ritrovato con Stefano Accorsi e Viola bacia tutti di Veronesi, con Asia Argento; infine la mitica scena finale di Non ci resta che piangere, con la partenza di Cristoforo Colombo che Benigni cerca invano di fermare.

Dopo un pranzo veloce, ci concediamo un secondo bagno. La sabbia dorata e finissima, insieme alla bellezza di questo posto ci tenta, ma dobbiamo ripartire: ci aspetta tanta strada fino al rientro a Talamone.

Anche i cavalli si sono riposati e sono pronti a riprendere il cammino: risalire di nuovo il promontorio attraverso la macchia fitta per poi discendere sull’altro lato.

Un ultimo sguardo su questa baia incantata, come a volerne rubare un po’ di magia, immagazzinando i colori e i profumi.

Rientriamo alla base che sono quasi le sei e mezza. La giornata è stata lunga, i cavalli sono stanchi e accolgono una doccia fresca alle gambe con grande piacere per poi rotolarsi nel loro ampio recinto.

Anche le nostre gambe sono un po’ ridotte male (eppure, si direbbe, hanno camminato loro!), ma la bellezza di queste esperienza ripaga di ogni stanchezza e lascia nel cuore il ricordo di una giornata unica.

 

Per tutte le informazioni e per prenotare le escursioni contattate Renzo Nati, che sarà felicissimo di mettere a vostra disposizione la sua esperienza e quella dei suoi cavalli: 333/8419037.

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