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Zampa che ti passa! Sabato, 14 Febbraio 2015 23:14

“AgriBizzarra”: chi aiuta chi? Intervista alla fondatrice Sonia Lupano

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Dopo aver conosciuto attraverso l’intervista al direttore del carcere Carlo Mazzerbo la splendida realtà dell’Isola di Gorgona, dove gli animali sono considerati “cooperatori del trattamento”, andiamo a scoprire in questa occasione un’altra bellissima attività che fa della cooperazione animale un’enorme ricchezza.

Si tratta dell’associazione di promozione sociale senza fini di lucro AgriBizzara Onlus, che si occupa di attività ed educazione assistite da animali. La finalità dell’associazione, e di tutto il suo operato, è dunque quella di educare a un’interazione consapevole con il meraviglioso mondo degli animali, per conoscerlo, per esplorarlo, imparare a rispettarlo e soprattutto amarlo.

Le attività sono rivolte ai bambini, ma anche ai disabili, agli anziani, a tutti coloro che hanno un disagio, ma anche chi, semplicemente abbia voglia di dedicare un po’ di tempo a se stesso, e all’ascolto della natura. In un contesto in cui gli animali vivono liberi e indisturbati, l’approccio delle attività è basato sul gioco “libero”, per i bambini, sulla scoperta, sulla comunicazione. L’animale viene così visto non come un oggetto, ma come un amico con cui fare un bellissimo viaggio di esplorazione e scoperta.

sonia cavalli

Titolare e fondatrice dell’associazione, Sonia Lupano è nata e cresciuta in mezzo agli animali, e ha deciso – è il caso di dirlo – di metterli al centro della sua vita. Dopo aver frequentato la facoltà di veterinaria (senza aver concluso gli studi con suo enorme rammarico)  e aver allevato boxer (con l’affisso “dei Cavalieri del Monferrato”) ecco che un giorno Sonia si è ritrovata coinvolta in un gande progetto. Ma direi di scoprire direttamente da lei qualcosa in più…

Allora Sonia, da dove nasce questa idea, coma hai iniziato?

Diversi anni fa prestavo il mio aiuto in un centro di allenamento di Purosangue Inglesi, per intenderci, cavalli da corsa. Le mie mansioni variavano dalla pulizia dei box, alla cura, al mantenimento, al sellaggio e anche agli allenamenti mattutini di alcuni di loro. Inoltre talvolta mi occupavo dei primi contatti con puledri da iniziare alla doma, per aiutarli a fidarsi dell’uomo. Mi resi conto che non c’erano centri con personale qualificato per una gestione completa del cavallo. Vedevo approssimazione, assenza di rispetto – e di conoscenza – del cavallo a livello emotivo e fisico. Pochissimi gli allevatori e gli allenatori (almeno nella mia zona) che si dedicano a una doma gentile, ad un imprinting training dolce e naturale senza pretendere con forza.

Che cosa è successo dopo?

Ho lavorato a lungo per la realizzazione del mio progetto (sogno), poi, un giorno ho vissuto una bruttissima esperienza personale che mi ha letteralmente cambiato la vita, oserei dire, decisamente in meglio. Il mio progetto così tanto sudato e studiato in un attimo è stato totalmente stravolto. Così ho iniziato ad accogliere presso la mia abitazione ex cavalli da corsa che, anche non potendo legalmente, sarebbero finiti al macello o nei circuiti delle corse clandestine, due asine fantastiche, un cane speciale che i proprietari non volevano più e una peste di cavalla avelignese. Il progetto si è trasformato ben presto da un centro di allenamento per il cavallo atleta in un’associazione no profit, un centro di educazione alla natura e agli animali.

Mi sono rimessa a studiare per dare una veste professionalmente certificata a ciò che mi stavo accingendo a creare e ho fondato insieme a due amiche l’Associazione di Promozione Sociale senza fini di lucro AgriBizzarra Onlus, grazie alla quale abbiamo iniziato a presentarci nelle scuole per incoraggiare i bambini a relazionarsi con gli animali e con la natura nella maniera migliore. Sono infatti fermamente convinta del fatto che sensibilizzando i bambini avremo adulti migliori .

Quanti animali ospiti, e da dove provengono?

Attualmente oltre alle due ex cavalle da corsa, alle due asine e all’avelignese abbiamo adottato una ponina ventenne decisamente vispa e, tramite l’associazione horse angels, un pony di 24 anni con un passato di maltrattamenti e diversi acciacchi e una puledrona sanissima di 4 anni (mamma campionessa del trotto, papà pony Connemara). Ultimamente abbiamo adottato anche una labrador di 7 anni proveniente da un canile in Calabria che vive in casa con me, i miei due figli  e con altri due cani adottati, Charlie il mix border collie e Scheggia, una simil parson russel.

centro diurno

Quali sono le attività che proponi e a chi sono rivolte?

Le attività che proponiamo sono quasi esclusivamente in totale libertà di interazione con gli animali (ovviamente in sicurezza). Puntiamo tutto su una relazione empatica perché ritengo sia l’unica ad arrivare come sincera, perché senza forzature e senza un addestramento che “obblighi” l’animale ad interagire in una determinata maniera.  Per le persone adulte proponiamo percorsi emozionali; per i bambini, attività in campagna in compagnia degli animali che impareranno a conoscere, a rispettare, ad accudire e a vedere come individui che provano emozioni, con cui relazionarsi e con cui poter essere amici.

Perché è importante l’attività con un animale per chi vive un disagio o una disabilità? 

Perché è un’enorme iniezione di autostima, perché è una carica empatica, energetica e d’amore che arriva a toccare corde dell’anima che nemmeno sappiamo o ricordiamo di avere.

Tu sostieni che “l’Animale è un catalizzatore di socialità”, in che senso?

Prova e portare un animale in un cortile con bambini che non si conoscono, e vedi che in un attimo giocano tutti insieme (animale compreso) e cooperano.

Prova ad andare con un cane in una casa di riposo tra persone anziane non per forza amanti degli animali… inizieranno comunque a parlare tra di loro, a scambiarsi esperienze, a muoversi, anche solo per allontanare il cane.

Prova a portare un animale tra persone con disabilità psichica che non sono attratte quasi da niente, può succedere di avere la fortuna di assistere al cambiamento: la curiosità nei loro occhi, il coraggio di avvicinarsi, accarezzare e anche voler condurre l’animale, fieri di se stessi.

Porta un animale in un centro estivo e potrai avere la fortuna di assistere a un piccolo miracolo: un bimbo border line (autismo) che, con un atteggiamento chiuso su sé stesso, evitando di proposito i suoi compagni, concentrato sul pupazzo che stringe al petto, improvvisamente, alla vista del tuo cane,  si solleva, raddrizza la postura, alza lo sguardo e ti viene incontro, dimenticando il suo pupazzo, stringendolo ora con una sola mano e chiedendoti con gli occhi di poter giocare con l’animale che hai al tuo fianco… E quando lo fa si illumina.

Sono momenti indimenticabili che vorresti vivere tutti i giorni.

Come si fa ad accedere al tuo centro, a chi bisogna rivolgersi?

È semplicissimo, basta scrivere una mail, un messaggio su facebook  o telefonare al mio numero di telefono

So che hai tanti progetti per il futuro, anche molto prossimo, puoi svelarci qualcosa?

Il progetto che ho in cantiere è ambizioso, ma è un progetto nel quale credo molto perché la prima persona ad aver avuto enorme beneficio sono stata io. Ora che le mie questioni personali irrisolte sono finalmente venute a galla mi sento pronta a realizzarlo. Posso dire solo che è rivolto a persone che hanno subito violenza e che per la realizzazione del quale ho coinvolto le persone (professionisti affermati nei loro settori lavorativi) che mi hanno aiutato inconsapevolmente a superare il mio trauma.

BAMBINI SCUOLA4

Info e contatti:

Agribizzarra Onlus

Castelletto Merli (AL)

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

http://agribizzarra.blogspot.it

tel. 345/9749215

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