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Zampa che ti passa! Lunedì, 10 Ottobre 2016 21:20

Pets vita da animali: un film divertente o un’occasione mancata?

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Pets vita da animali: un film divertente o un’occasione mancata? - 5.0 out of 5 based on 1 review

L’altra sera siamo andati a vedere Pets - vita da animali frescofresco di uscita, infatti il cinema era strapieno. E non solo di bambini! Un bel cartone nuovo di zecca, parecchio atteso: animali protagonisti, l’autunno è arrivato e la voglia di chiudersi in un cinema davanti allo schermo gigante e una ciotola di poc-corn fa la sua parte.

Di cosa parla

Protagonisti della storia, ambientata a New York, animali parlanti che quando vengono lasciati soli dagli umani che escono per andare a lavorare o fare commissioni, cominciano la loro vita (un po’ come i giocattoli di Toy Story). Ci sono cani – come Max e Duke che si trovano a dover condividere casa e umana e a cacciarsi nei guai proprio per gelosia e rivalità – gatti, conigli, iguane, coccodrilli, serpenti, falchi, pappagalli, tartarughe. Animali “da appartamento” che, dopo una serie di eventi, finiscono a confrontarsi con le pericolose strade di New York e i pericolosi animali che le abitano.

Il successo

Pets - Vita da animali è, per incassi negli Stati Uniti, il quinto miglior film dell’ultimo anno, e in giro per il mondo ha incassato più di 800 milioni di dollari. Sta andando benissimo anche in Italia: solo venerdì è stato visto da quasi 80mila persone, incassando circa mezzo milione di euro in un solo giorno. Mica poca roba eh!

Quello che manca

Non mancano scene divertenti, sia per i bimbi che per gli adulti, la storia, seppur molto semplice, funziona anche se non meraviglia. Il film è ben lontano, tanto per essere chiari, dal “capolavoro”. E non è che lo dico io, che non sono nessuno.

Quello che manca davvero, è un “messaggio”. Una riflessione, che possa andare oltre alla godibilità del momento e quando si parla ai bambini e si cattura la loro attenzione non riuscire a veicolare con la favola e il divertimento un contenuto importante è sempre, a mio avviso, un fallimento. O, quanto meno, un’occasione mancata.

Quello che non funziona

Molti poi hanno scritto che il film è troppo simile a Toy Story: l’esempio più comune riguarda proprio i due protagonisti Max e Duke, che ricordano molto Woody e Buzz Lightyear. Peccato che una differenza enorme invece c’è. Max e Duke non sono due giocattoli, sono due esseri viventi e per giunta assai diversi dai loro proprietari. Ed è questo che, a mio avviso, non funziona: passare il messaggio che gli animali domestici siano come dei pupazzi umanoidi, che dagli umani ereditano non solo la parola, ma anche le abitudini, i gusti, i difetti, i sentimenti, il modo di vedere le cose e, perfino, loro stessi.

Aspetti positivi

Molto carina l’idea che sta alla base del film e della storia: i nostri animali hanno comunque una “vita” quando noi non ci siamo, non si mettono in stand by come un programma in tv in attesa di riavviarlo la sera al rientro. Certo non si può realizzare quello che mostra la storia, ovvero che si incontrino fra loro, riunendosi in party negli appartamenti o sui tetti dei palazzi. La cosa sarebbe molto più divertente senza dubbio per i tanti animali che, a causa dell’assenza dei loro proprietari, passano la maggior parte della giornata da soli…

Per riflettere

Quello su cui mi ha fatto riflettere il film è la realtà della vita urbana che moltissimi animali si sono ritrovati a fare, loro malgrado, e non solo a New York.

Perché soprattutto cani e gatti si sono “umanizzati” molto di più di quanto noi umani ci siamo “animalizzati”. E questo non è un bene… I nostri animali si sono adattati a vivere in contesti urbani molto diversi da quello che sarebbe il loro habitat “ideale” (non ha senso parlare di naturale…) stravolgendo spesso le loro attitudini, le loro abitudini, i loro bisogni, assuefacendoli e modellandoli sui nostri.

Quello che si dovrebbe spiegare ai bambini – e anche a molti adulti – è che gli “animali domestici”, cani e gatti nello specifico si sono “adattati” a vivere come noi ma questo non significa che sia per forza la cosa che preferiscono. E, forse, non è neanche la situazione migliore per noi. Passare le nostre giornate fra appartamenti, mezzi pubblici o auto, uffici, asfalto e cemento, in una parola, è una forzatura per gli animali ma, anche se spesso non ce ne accorgiamo, lo è anche per noi. Perché anche noi che lo dimentichiamo continuamente “saremmo” animali. Diversi dai cani e dai gatti – e questa “diversità” occorrerebbe conoscerla a fondo e rispettarla – ma su una cosa siamo molto più simili di quanto si possa credere: concedersi una vita più “naturale” ovvero fatta anche di sano movimento fisico all’aria aperta, a contatto con la natura farebbe un gran bene anche a noi, oltreché ai nostri animali si intende.

Perciò, andiamo pure a vedere Pets, rilassiamoci e divertiamoci perché è un film carino, dopodiché prendiamo il nostro cane e concediamoci una lunga, rilassante, rigenerante passeggiata in campagna.

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