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Moi Je Joue

Martedì, 31 Maggio 2016 13:46

Armani: pellicce e marketing

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Armani: pellicce e marketing - 5.0 out of 5 based on 1 review

È pensiero comune associare la moda alla frivolezza e allo snobismo nei confronti degli animali e dell'ambiente. In effetti, grazie ai social network e all'economia di massa, è così.
La vera moda, espressione artistica e esaltazione del corpo umano, rimane sepolta sotto strati di nuovi marchi senza significato e caterbe di persone che, come un gregge, seguono senza pensare quello che si deve indossare.
Per fortuna, ogni tanto, uno spiraglio di luce in questo mondo crudele c'è e ce l'ha portato il re: Giorgio Armani. Cosa ha fatto a parte inventare il blazer negli anni '80? Ha deciso di dire no all'uso di pellicce. È o non è un passo verso la moda consapevole con un vero significato? Ma soprattutto, sarà d'esempio per altri stilisti che non sembrano affatto convinti della cosa?

Simonetta Ravizza è nata e cresciuta grazie alle sue pellicce Annabella e continua nel suo intento di coprire di vero pelo i colli delle persone più abbienti. Ma lusso vuol dire per forza pelliccia di animale? Questa parola vuole farci davvero credere che bisogna uccidere qualcosa o sfruttare qualcuno per potersi trovare davanti a un pezzo raro e di grande valore?
Ha il marchio Armani perso valore lasciandosi alle spalle la lussosa pelliccia? No. Hanno perso qualità i suoi abiti e accessori? No. Con le moderne tecnologie è possibile creare tessuti di tutti i tipi e tutte le qualità senza utilizzare animali. Caleranno gli acquirenti del prodotto Armani? No.
Ho notato negli ultimi tempi una maggiore sensibilizzazione verso il tema della salvaguardia di animali domestici e ambiente, ma purtroppo non posso dire altrettanto nei confronti degli animali selvatici, anche in via d'estinzione. Quante le persone amanti dei cani che indossano pellicce vere. Ha un ermellino meno importanza di un labrador o un bastardino? No, risponderete tutti. Ma fatto sta che, finché un animale è lontano dalla nostra portata e a noi arriva solo un prodotto finito che non ci presenta un ricordo dell'animale, non pensiamo a quello che realmente acquistiamo.
Come per ogni altro argomento estremamente importante, è necessaria la sensibilizzazione delle persone. Perché far diventare di moda il rifiuto delle pellicce vere sarebbe un buon inizio per incanalare anche il gregge verso qualcosa di giusto.

Come per ogni nuova questione giusta o sbagliata, però, arriva comunque una polemica aspra. Negli ultimi giorni, ad esempio, Armani è stato accusato di utilizzare questa nuova direzione verso le pellicce finte come una strategia di marketing. Beh, anche se fosse, direi che se tutte le strategie di marketing avessero un fine nobile e utile come questo, potremmo migliorare parecchio il mondo guadagnandoci pure.

 

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